Fino a qualche decennio fa, prima della cementificazione sconsiderata realizzata a danno della città di Palermo, era possibile allontanarsi da essa di qualche chilometro, salendo in una delle montagne circostanti avremmo potuto ammirare non solo la sua bellezza ma un giardino di origine araba fitto di agrumeti chiamato: conca d’oro, che le faceva da corona. Ancora oggi è possibile in alcune aree godere della vista: limoni, mandarini, arance e la memoria va ai giardini, i fiumi, laghi, ville nobiliari che hanno ospitato per secoli uomini che da altre parti del mondo si trasferivano a Palermo rapiti dalla sua bellezza.
Nel mio decoro, propongo un semplice rametto che si ripete in tante volute dove al centro sono presenti i frutti caratteristici della nostra terra, e fra essi, fiori e foglie stilizzate riempiono lo spazio con ordine come un filare dei nostri limoneti.