Da piccolo ho appreso che la linea della matita, su carta bianca tracciava segni che prima non c’erano e che subito dopo stavano lì a significare qualcosa che aveva un senso, erano in grado di raccontare un sogno, una fantasia, qualcosa che era frutto d’ immaginazione.
Il segno o il disegno, l’ho sempre sentito come qualcosa che somiglia alla scrittura, una forma di linguaggio attraverso cui possiamo comunicare e chiarire le idee che necessitano di nominare le cose del mondo per costruire un discorso su di esso.
Le mie grafiche sono opere che aiutano a riflettere sul mondo, in genere sono bozzetti che illuminano i processi che portano alle conclusioni definitive.
La mia formazione artistica mi induce a utilizzarle anche come delle strutture geometriche che sottengono alla costruzione di un opera, in genere queste vengono coperte dalla pittura ma una mente allenata può considerare ciò che l’occhio non puo’ vedere, questo vale per molte forme d’arte .
La grafica non descrive la realta’ pienamente ma ne rappresenta l’ossatura, ciò che in modo più utile può aiutarci a tenerla in piedi nella nostra difficoltà di starci dentro.
Certamente, nessuna parola o disegno può sostituirsi alla percezione diretta… se dico: “Rosa”, non avrò fatto esperienza della rosa, con i suoi petali morbidi e profumati, il segno potrà agire nella memoria, come l’ossatura di un pensiero che potrà sorgere .